La Chevrolet Corvette Sting Ray

La Chevrolet Corvette nacque nel 1953 dall’incontro del talento creativo dei leggendari Harlem Earl e Robert F. McLean ed esiste ancor oggi.

Eppure, fu soltanto dopo il lancio del 1963 della versione Sting Ray che la Corvette consolidò la sua posizione di icona americana.

Palesemente potente ma dall’estetica meno poderosa rispetto ai modelli che sarebbero seguiti, la seconda generazione Corvette era stata creata da una fusione della linea disegnata da Bill Mitchell e Larry Shinoda e dello chassis creato dall’ingegnere capo della Corvette, Zora Arkus-Duntov.

La Sting Ray nacque dal lavoro che Shinoda, un entusiasta di corse, stava facendo sulla Sting Ray Racer del 1960  e la XP-755, e includeva fra le sue caratteristiche i fari anteriori girevoli e incassati, e il motore V-8 del modello del 1962.

Tuttavia, ciò che più risaltava in questo modello era la pesante barra posteriore che divideva in due il lunotto e che le valse il nome di “Split Window Coupè”.

E’ interessante notare che secondo alcuni critici, il modello del 1963 fu il più elaborato di tutti gli Sting Ray: simulava false griglie di aerazione sul cofano e aperture decorative sui parafanghi anteriori.

Ciò nonostante il pubblico americano se ne innamorò  e se ne vendettero molte.

Nel 1963 Chevrolet costruì oltre 20.000 Corvette e nel 1966 la produzione superò le 27.000 unità.

Shinoda continuò il suo lavoro sulla Corvette presentando nel 1968 un modello di terza generazione, apprezzato ma mai amato come il modello del 1963.

Dopo essere passato in Ford per lavorare alla Mustang, ritornò amcora una volta nel 1989 per progettare la Rick Mears Special Edition Corvette, un modello speciale basato sull’auto prodotta tra il 1984 e il 1989.

 

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